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Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
10 Apr 2009, 21:05
Messaggio: #1
Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
Vi cito qua di seguito il Manifesto del Futurismo redatto da Marinetti e pubblicato sul Figaro il 20 febbraio 1909:
Citazione: 1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile
da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6, Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori o polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.

È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il «Futurismo», perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii.
Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli.
Musei: cimiteri!... Identici, veramente, per la sinistra promiscuità di tanti corpi che non si conoscono. Musei: dormitori pubblici in cui si riposa per sempre accanto ad esseri odiati o ignoti! Musei: assurdi macelli di pittori e scultori che varino trucidandosi ferocemente a colpi di colori e di linee, lungo le pareti contese!
Che ci si vada in pellegrinaggio, una volta all'anno, come si va al Camposanto nel giorno dei morti... ve lo concedo. Che una volta all'anno sia deposto un omaggio di fiori davanti alla Gioconda, ve lo concedo... Ma non ammetto che si conducano quotidianamente a passeggio per i musei le nostre tristezze, il nostro fragile coraggio, la nostra morbosa inquietudine. Perché volersi avvelenare? Perché volere imputridire?
E che mai si può vedere, in un vecchio quadro, se non la faticosa contorsione dell'artista, che si sforzò di infrangere le insuperabili barriere opposte al desiderio di esprimere interamente il suo sogno?... Ammirare un quadro antico equivale a versare la nostra sensibilità in un'urna funeraria, invece di proiettarla lontano, in violenti getti di creazione e di azione.
Volete dunque sprecare tutte le forze migliori, in questa eterna ed inutile ammirazione del passato, da cui uscite fatalmente esausti, diminuiti e calpesti?
In verità io vi dichiaro che la frequentazione quotidiana dei musei, delle biblioteche e delle accademie (cimiteri di sforzi vani, calvarii di sogni crocifissi, registri di slanci troncati! ... ) è, per gli artisti, altrettanto dannosa che la tutela prolungata dei parenti per certi giovani ebbri del loro ingegno e della loro volontà ambiziosa. Per i moribondi, per gl'infermi, pei prigionieri, sia pure: - l'ammirabile passato è forse un balsamo ai loro mali, poiché per essi l'avvenire è sbarrato... Ma noi non vogliamo più saperne, del passato, noi, giovani e forti futuristi!
E vengano dunque, gli allegri incendiarii dalle dita carbonizzate! Eccoli! Eccoli!... Suvvia! date fuoco agli scaffali delle biblioteche!... Sviate il corso dei canali, per inondare i musei!... Oh, la gioia di veder galleggiare alla deriva, lacere e stinte su quelle acque, le vecchie tele gloriose!... Impugnate i picconi, le scuri, i martelli e demolite senza pietà le città venerate!
I più anziani fra noi, hanno trent'anni: ci rimane dunque almeno un decennio, per compier l'opera nostra. Quando avremo quarant'anni, altri uomini più giovani e più validi di noi, ci gettino pure nel cestino, come manoscritti inutili. Noi lo desideriamo!
Verranno contro di noi, i nostri successori; verranno di lontano, da ogni parte, danzando su la cadenza alata dei loro primi canti, protendendo dita adunche di predatori, e fiutando caninamente, alle porte delle accademie, il buon odore delle nostre menti in putrefazione, già promesse alle catacombe delle biblioteche.
Ma noi non saremo là... Essi ci troveranno alfine - una notte d'inverno - in aperta campagna, sotto una triste tettoia tamburellata da una pioggia monotona, e ci vedranno accoccolati accanto ai nostri aeroplani trepidanti e nell'atto di scaldarci le mani al fuocherello meschino che daranno i nostri libri d'oggi fiammeggiando sotto il volo delle nostre immagini.
Essi tumultueranno intorno a noi, ansando per angoscia e per dispetto, e tutti, esasperati dal nostro superbo, instancabile ardire, si avventeranno per ucciderci, spinti da un odio tanto più implacabile inquantoché i loro cuori saranno ebbri di amore e di ammirazione per noi.
La forte e sana Ingiustizia scoppierà radiosa nei loro occhi. - L'arte, infatti, non può essere che violenza, crudeltà ed ingiustizia.
I più anziani fra noi hanno trent'anni: eppure, noi abbiamo già sperperati tesori, mille tesori di forza, di amore, d'audacia, d'astuzia e di rude volontà; li abbiamo gettati via impazientemente, in furia, senza contare, senza mai esitare, senza riposarci mai, a perdifiato... Guardateci! Non siamo ancora spossati! I nostri cuori non sentono alcuna stanchezza, poiché sono nutriti di fuoco, di odio e di velocità!... Ve ne stupite?... E logico, poiché voi non vi ricordate nemmeno di aver vissuto! Ritti sulla cima delmondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!
Ci opponete delle obiezioni?... Basta! Basta! Le conosciamo... Abbiamo capito!... La nostra bella e mendace intelligenza ci afferma che noi siamo il riassunto e il prolungamento degli avi nostri. - Forse!... Sia pure!... Ma che importa? Non vogliamo intendere!... Guai a chi ci ripeterà queste parole infami!...

Alzare la testa!...

Ritti sulla cima del mondo, noi
scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!...

Tralasciando le parti incitanti ai Totalitarismi (l'epoca è quella antecedente alla loro comparsa in tutto il mondo) e alle varie discriminazioni sulla donna, il messaggio non sembra in molti punti simile a quello professato dai CP quasi un secolo dopo?
Che ne pensate?

Borgsmile

I nostri cuori non sentono alcuna stanchezza, poichè sono nutriti di fuoco, di odio e di velocità ! Ve ne stupite?
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11 Apr 2009, 01:01
Messaggio: #2
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
Diciamo che è simile non nel senso ma nella forma.
Almeno questo è il mio punto di vista.
C'è una aggressività e una forza nell'esporre i vari punti che in effetti ricorda il c.p.
E' solo che non so se sia una caratteristica di tutti i manisfesti di qualsiasi movimento rivoluzionario.

Se poi pensiamo che al tempo, se non ricordo male dai mie studi, il futurismo col suo inno al movimento nasceva come momento di rottura e rivoluzione con l'arte "statica" fatta sino a quel momento questo spiega l'analogia di toni col manifesto cp.

Stessa voglia di essere vivi, di essere attivi, di cambiamento!Wink

-Mi son chiesto: Cosa avrebbe fatto Dio al posto mio? Allora l’ho fatto! Doh!– Homer J.Simpson, The Simpson by Matt Groening
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11 Apr 2009, 11:04
Messaggio: #3
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
Vedo più analogie tra futurismo e connettivismo (che ha tra le basi storiche anche il cyberpunk).

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12 Apr 2009, 10:23
Messaggio: #4
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
Non mi trovo in sintonia con l'argomento citato dal "canto" del futurismo.
Storicamente si sà che pochi anni dopo tutti coloro che erano legati al movimento si arruolarono come volontari tra le file dell'esercito italico per poter andare in guerra e la gran maggioranza di loro morirono in guerra per quell'ideale malsano in cui credevano e cioè quello in cui il conflitto mondiale avrebbe portato dei cambiamenti all'arte (tra tante altre cose).
Artisti e letterati come Boccioni, Marinetti, Carra, Russolo persero la vita alcuni di loro), per questo ideale privo di senso per noi, ma colmo di speranze per loro, sfociato poi nelle loro dipartite.
Per quello che riguarda invece la "discriminazione" femminile, penso che ci si avvicini al modello connettivista più che c.p.
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14 Apr 2009, 23:28
Messaggio: #5
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
(12 Apr 2009 10:23)Noname Ha scritto:  Non mi trovo in sintonia con l'argomento citato dal "canto" del futurismo.
Storicamente si sà che pochi anni dopo tutti coloro che erano legati al movimento si arruolarono come volontari tra le file dell'esercito italico per poter andare in guerra e la gran maggioranza di loro morirono in guerra per quell'ideale malsano in cui credevano e cioè quello in cui il conflitto mondiale avrebbe portato dei cambiamenti all'arte (tra tante altre cose).
Artisti e letterati come Boccioni, Marinetti, Carra, Russolo persero la vita alcuni di loro), per questo ideale privo di senso per noi, ma colmo di speranze per loro, sfociato poi nelle loro dipartite.
Per quello che riguarda invece la "discriminazione" femminile, penso che ci si avvicini al modello connettivista più che c.p.

Bè, alla fine hai citato solo le parti sui avrei preferito tralasciare XD
Comunque io ci trovo molti punti in comune col CP, come la voglia di lotta, di cambiamento, la rottura con il passato, l'esaltazione del progresso tecnologico e anche un certo carattere "elitario" che caratterizza molti Cyberpunkers che ho conosciuo Angel
Molti punti tra questi sono stati citati anche da Frank, e io non posso aggiungere altro che "ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!" Wink

Borgsmile

I nostri cuori non sentono alcuna stanchezza, poichè sono nutriti di fuoco, di odio e di velocità ! Ve ne stupite?
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15 Apr 2009, 16:31
Messaggio: #6
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
Forse si assomigliano per il punto focale dei loro manifesti: le macchine.
Lo sviluppo è differente per ovvi motivi storico/sociali, ma il fulcro è sempre incentrato su una tecnologia invasiva ed invadente; il futurismo inneggiava ad industralità, macchine, velocità e frenesia, il cyberpunk alla vita virtuale, alla tecnologia implementata nella vita quotidiana, alla comunità della Rete e ai suoi ritmi.

Se ci pensate, è una cosa ciclica.
Probabilmente tra una cinquantina, o magari più, di anni ci sarà un altro movimento simile a questo =P
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19 Apr 2009, 23:20
Messaggio: #7
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
io ho azzardato qualche volta parallelismi simili (limitandomi più che altro al concetto di introduzione della macchina nell'immaginario poetico/narrativo) e devo ammettere che in ambiti accademici... ho rischiato qualche lancio di pomodori. mi sono sentita rispondere da un tizio che non nominerò che 'i futuristi erano 4 stronzi'... e lo spettro dell'aopologia del fascismo sempre lì che minaccia di offuscare qualunque cosa...

c'è una bella differenza tra ciò che era il futurismo e ciò che è stato ed è il cyberpunk, ma considerando il movimento 'nel suo tempo', nel 1909... non dieci anni fa... un certo spirito 'saiberpanc ante litteram' ce lo vedo.

poi le derive (politiche, ecc ecc) ci sono state e ci sono in movimento 'di rottura'... lasciare che il fascismo e l'interventismo minino alla base il concetto di futurismo sarebbe come accusare Gibson di 'induzione alla pirateria informatica'.

poi ripeto, tutto è opinabile...

se posso permettermi, il periodo stesso intorno al 1909 'pullulava' di narrativa di celebrazione delle macchine... persino Emilio Salgari lo stesso anno si era lanciato in un romanzo dedicato ad una sfida automobilistica dai toni quasi Ballardiani (alla Crash, per intenderci)...

Synthesize me / And reboot / I need to start again / I need to make it different / All unguarded / All without / The will to play along / benumb its futile feelings / I'm half alive / My skin's intact / My skin's intact / I am only staring at....

http://www.irene.dj
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20 Apr 2009, 19:18
Messaggio: #8
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
(19 Apr 2009 23:20)Malware Ha scritto:  lasciare che il fascismo e l'interventismo minino alla base il concetto di futurismo sarebbe come accusare Gibson di 'induzione alla pirateria informatica'.

Beh, non è proprio così... se vogliamo fare un parallelismo di questo tipo (che tuttavia trovo esagerato) sarebbe come accusare Gibson di essere un pirata informatico.

http://holcomics.blogspot.com
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21 Apr 2009, 20:53
Messaggio: #9
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
(20 Apr 2009 19:18)hollow Ha scritto:  
(19 Apr 2009 23:20)Malware Ha scritto:  lasciare che il fascismo e l'interventismo minino alla base il concetto di futurismo sarebbe come accusare Gibson di 'induzione alla pirateria informatica'.

Beh, non è proprio così... se vogliamo fare un parallelismo di questo tipo (che tuttavia trovo esagerato) sarebbe come accusare Gibson di essere un pirata informatico.

si, in effetti è vero... è decisamente e volutamente esagerato... direi 'ingenuo', piuttosto.

perchè quello che intendevo dire, stringi stringi, è che bisognerebbe qualche volta analizzare movimenti e affini in modo forse più 'ingenuo', 'a-storico'... se è vero che non è possibile scindere un fenomeno dal suo tempo e dalla sua socialità è altresì importante non farsi eccessivamente fuorviare da queste cose.
sono circondata da accademici che spaccano in 4 un capello per dimostrare qualsiasi cosa e che ormai anzichè parlare di letteratura parlano di qualunque boiata ci giri intorno... di che colore aveva le mutande d'annunzio e di come quel colore poteva rappresentare una precisa scelta politica... di quante volte andava in bagno Pirandello e di come ciò si poteva piazzare nella sua realtà sociale.
Nulla di personale contro la critica 'illuminata'... solo che qualche volta un approccio un po' più 'easy' a queste cose... secondo me... farebbe un gran bene alla letteratura in tutte le sue forme.

pace, amore e felicitàBig Grin

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23 Apr 2009, 18:07
Messaggio: #10
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
(21 Apr 2009 20:53)Malware Ha scritto:  pace, amore e felicitàBig Grin

Condivido questo ultimo pensiero in toto.

Peace and love in ever funk.Heart Big Grin
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25 Apr 2009, 18:00
Messaggio: #11
RE: Futurismo: l'antenato del Cyberpunk?
(20 Apr 2009 19:18)hollow Ha scritto:  Beh, non è proprio così... se vogliamo fare un parallelismo di questo tipo (che tuttavia trovo esagerato) sarebbe come accusare Gibson di essere un pirata informatico.
O come accusare Marilyn Manson di strage, o i Judas Priest per l'omicidio di due ragazzi suicidi.

A caval donato non guarderò certo in bocca.
-- Priamo

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