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Web2.0,MySpace etc..:Libertà concessa dall'Alto?
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07 Jul 2008, 11:51
Messaggio: #1
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Web2.0,MySpace etc..:Libertà concessa dall'Alto?
Ci è chiara la differenza tra i piramidali media tradizionali (tv,giornali,etc..) e internet.
Il dubbio viene pensando al cosiddetto "Web 2.0" e al social networking:MySpace il cui padrone è R.Murdoch,MsnSpaces di Gates,YouTube di Google a sua volta di Page e Brin etc etc.. Non può essere considerata questa una "libertà " concessa dall'Alto? Esternazione di se stessi su questi spaces (nonostante l'opportunità di entrare in contatto con altri che potrebbero avere i nostri stessi interessi) e conseguente profilazione dei propri interessi,entrando a far parte di un grosso meccanismo pubblicitario,le informazioni raccolte vengono usate,per dire la cosa più ovvia,scientificamente per proporre pubblicità mirata:Ad es. ti interessi di cinema?ebbene sullo space compariranno annunci pubblicitari relativi al cinema,aumentano notevolmente le probabilità di catturare il tuo interesse. Altro esempio:guardiamo qua come cercano di accaparrarsi il database di Google,relativamente a YouTube http://punto-informatico.it/2342846/PI/N...com/p.aspx La mia esposizione è lacunosa e superficiale,ma mi sembra ci sia qualcosa che non va in tutto questo. |
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07 Jul 2008, 15:09
Messaggio: #2
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Interessante argomento e sono d'accordo su tutto...
Aggiungo: non solo la libertà è illusione su internet, ma anche la visibilità ... provate a mettere su un sito, e a "pubblicizzarlo" nella rete: certo, ci sono i tag/meta tag, scambio di banner, etc... ma la realtà è che se non pagate gli spazi più visti, non vi si ca*a nessuno. E gli spazi di cui sopra costano e sono in mano ai signori d cui parla il maresciallo. E se non TUTTI hanno le stesse possibilità di essere visti, prima o poi giungerà una situazione di monopolio... naturalmente a favore di chi ha più soldi. Tuttavia siamo ancora ben lontani dalle situazioni di Tv e company! Già il fatto che esistano blog come quelli di Piero Ricca e siti come Carmilla, è una nota positiva e una flebile speranza per la controcultura in internet... Staff e Master GDR della Community Ashura, Regina delle Oasi |
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09 Jul 2008, 12:46
Messaggio: #3
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E' vero che siamo lontanti dalle situazioni di TV et similia...ma il fatto è che i loro metodi di controllo sono diversi,non c'e niente di più costrittivo dell'illusione di libertà infatti..
Proprio oggi ho trovato informazioni su un'altra tecnologia pubblicitaria,che come al solito sfrutta precisi studi sociologici... http://www.appuntidigitali.it/1962/arriv...ubblicita/ Un'altra cosa interessante,che mostra quanto gli utenti degli spaces siano strumentalizzati,è il fatto della "chiusura" degli stessi a seconda della corporation referente e X usa M$ space e Y usa my space,si possono scambiare commenti a vicenda liberamente sui rispettivi space?L'ideale sarebbe prendere il controllo dei centri nevralgici dell'infrastruttura tecnologica di Internet,per una gestione realmente anarchica,ma è utopia. Ps.Estensione interessante per Firefox,anti-profilazione http://www.mrl.nyu.edu/~dhowe/trackmenot/ |
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09 Jul 2008, 23:10
Messaggio: #4
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Per quanto la rete sia "comoda" così com'è soprattutto per l'utilizzo comune e giornaliero non si puo indubbiamente negare che avete ragione in maniera preocupante.
La rete è già un grosso sistema publicitario. L'idea di liberta e' fittizia. Per riprenedere quello che dite. Tecnicamente la libertà c'è: scrivo e metto in rete le informazioni e i dati che voglio. Poi però in verita', nella pratica questa liberta' è solo illuzione. Se non pago e non ho accesso e se non sono presente in spazi importanti ( leggi che hanno un costo) nessuno mai mi vedrà . In buona sostanza si è trovato il sostema di farci credere di essere liberi in rete, ma anche il sistema di limitare fortemente questa liberta. E' un paradosso, una prigione con delle mura invisibili ma estremamente tangibile. Un sistema ben congeniato da sembrare inesistente e solo un pensiero da gente troppo allarmista. A tutti, soprattutto a i più romantici e idealisti, viene da pensare che con i giusti contenuti un sito, un pensiero, un idea, una notizia possa diffondersi in rete in maniera capillare. E' un sistema così subdolo che siamo portati a pensare che se questo non si diffonde è solo per la poca bonta della sostanza dell'informazione. -Mi son chiesto: Cosa avrebbe fatto Dio al posto mio? Allora l’ho fatto! Doh!– Homer J.Simpson, The Simpson by Matt Groening |
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25 Jul 2008, 12:25
Messaggio: #5
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Discorso estremamente interessante e attuale quanto sottovalutato...in linea di massima concordo con tutti voi.
Aggiungo che il progetto del web 2.0 rientra perfettamente nelle nuove dottrine made in USA come neuromarketing e biocapitalismo che sostanzialmente teorizzano la dittatura del brand (marchio) al punto da pensare che nel futuro l'identità si costituirà principalmente sulle scelte commerciali...fate qualche ricerchina e rabbrividite anche voi. E se ci pensate l'esternazione di sè stessi nei vari myspace & c altro non è che un vuoto e sterile narcisismo privo contenuti,visto che i confini e la geografia dell'esternazione è ben delineata da un modello pre-esistente.E' un gioco di specchi e nulla più..con tonnellate di pubblicità . "Il Presidente è stato rapito!" "Presidente di che?" "Non c'è da scherzare Plissken! " "Chiamami Jena..." |
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31 Jul 2008, 00:51
Messaggio: #6
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tutto vero, tutto buono, in generale sono abbastanza d'accordo su tutto.
anche se devo dire che a me MySpace ha portato del gran bene, mi ha dato una visibilità ottima, mi ha fatto trovare del lavoro e mi ha aiutato a vendere e vendermi. per me è un puro strumento di lavoro. so anche che la visibilità ottenuta (circa 110.000 visite) è stata puro merito delle immagini usate, del mio stile un po' "acchiappacitrulli" nella scelta di foto e contenuti... e non della libera circolazione delle cose e dei miracoli di internet... sono consapevole che nel momento in cui lo uso per pubblicizzarmi nello stesso tempo qualcosa mi usa per pubblicizzare altro... ma tutto funziona così. è chiaro che la pubblicità che ci piazzano su è mirata e immagino il giro di soldi tremendo dietro a tutto questo, ma sinceramente io credo che tutto il problema sia più che altro nella consapevolezza. io SO che il mio profilo MySpace non rappresenta me, ma l'idea di me che voglio offrire al mercato, che mi serve a vendere dischi... come so, guardando la tv, che non è vero che quel detersivo fa il bianco CHE PIU' BIANCO NON SI PUO'... quando guardi l'abisso SAPENDO che esso guarda dentro di te, lo fai di tua spontanea volontà . Synthesize me / And reboot / I need to start again / I need to make it different / All unguarded / All without / The will to play along / benumb its futile feelings / I'm half alive / My skin's intact / My skin's intact / I am only staring at.... http://www.irene.dj |
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09 Feb 2009, 22:14
Messaggio: #7
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RE: Web2.0,MySpace etc..:Libertà concessa dall'Alto?
Voglio aggiungere un piccolo pensiero personale che puo' anche essere ripetutamente opinabile per quanto riguarda l'uso e la visibilita' nella rete.
Ritenere che oggi la rete sia ancora un libero strumento di comunicazione e di espressione resta ancora tutto relativo e con il passare del tempo questo relativismo si sta' facendo sempre piu' forte e colpisce ormai (dico ormai) tutti coloro che la frequentano quotidianamente. Questo mondo all'interno di un altro mondo e' divenuto per molti uno strumento di lavoro, per altri un metodo comunicativo sbrigativo ed oggi ormai a portata di (quasi tutti) oltre che ad avere un costo contenuto per l'accessibiita' ai suoi innumerevoli servizi e vantaggi. Ricordo nei primi anni 90 che per poter navigare dovevo pagare un canone esosissimo a ISP o Service Providers che mi garantivano l'accesso per una quota annuale stimata attorno alle 400.000 mila lire all'anno, senza contare poi tutte le telefonate che facevo nell'arco di un bimestre, che anche quelle si aggiungevano ai costi elevati dell'abbonamento annuale (insomma un continuare a spennare) i primi pionieri del tempo che fu'. Ricordo che ancor prima del World Wide Web utilizzavamo le vecchie BBS e che comunque per accedere a questo genere di servizio locale e non... dovevamo collegarci naturalmente alla rete telefonica ed anche qui (io pago...ed io pago...). Con questo mio pensiero potrei risultare forse O.T. ma vengo al dunque.... Oggi nessuno anche in rete... non fa nulla per nulla soprattutto quando si tratta di e-commerce, marketing, promoters di nuove vie per facilitare gli acquisti etc.etc. Un mondo governato da Ingordi Profittatori che nonostante questo servizio appartenga di diritto e costituzionalmente a tutti, oltre che ad essere un servizio di libero utilizzo e consumo e di libero scambio d'opinione, oggi invece e' divenuto e diverra' sempre piu' esponenzialmente terreno fertile per gente di ogni genere che propone, vende, truffa, ogni povero sprovveduto che vi capiti a tiro. Ovviamente tutto questo accade con il benestare ed il (far finta di non sapere o di non vedere) dei grandi e potenti signori che ormai pian piano stanno prendendo il monopolio (almeno cercano di farlo e con mia grande gioia ancora limitatamente) in un mondo che a loro tutt'oggi frutta milioni di euro al giorno solo in pubblicita'. Dal canto mio sono in perenne rivolta.
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18 Nov 2009, 14:38
Messaggio: #8
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RE: Web2.0,MySpace etc..:Libertà concessa dall'Alto?
(09 Feb 2009 22:14)lordassassin Ha scritto: Voglio aggiungere un piccolo pensiero personale che puo' anche essere ripetutamente opinabile per quanto riguarda l'uso e la visibilita' nella rete. Concordo. Citazione:Ricordo nei primi anni 90 che per poter navigare dovevo pagare un canone esosissimo a ISP o Service Providers che mi garantivano l'accesso per una quota annuale stimata attorno alle 400.000 mila lire all'anno, senza contare poi tutte le telefonate che facevo nell'arco di un bimestre, che anche quelle si aggiungevano ai costi elevati dell'abbonamento annuale (insomma un continuare a spennare) Ritengo che le cifre non siano variate di molto da quel tempo in cui gli abbonamenti venivano stipulati con providers privati considerando che con l'avvento dell'euro tutto è stato rapportato al valore monetario attuale e duplicato paurosamente. Se allora un flat costava L.400.000 all'anno, oggi un buon flat costa similmente, se rapportato alla differenza monetaria (almeno qui in Italia). |
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