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La città e la giungla..
26 Feb 2009, 19:41
Messaggio: #16
RE: La città e la giungla..
(23 Jul 2007 11:46)Rat_Requiem Ha scritto:  Da tempo rifletto su una cosa,ovvero come possono convinzioni diametralmente opposte convivere nella mia mente?ovvero...
Mi ritengo un ateo convinto con tendenze nichilistiche(?nichiliste?boh!).La cosa piu simile a una religione che mi interessa è il culto di gaia.Per chi non lo sapesse è lo stesso a cui si riferisce l agente Smith nel primo (e per quanto mi riguarda unico)Matrix,quando parla del genere umano come un virus.Tecnicamente questo è vero in quanto l'uomo è l unico animale che invece di adattarsi all ambiente lo plasma a suo piacimento,finendo spesso per "ferirlo".
Il fatto è che nonostante io condivida questo modo di pensare non agisco di consegueza...naturalmente non intendo uccidendo piu virus possibili...ma cercando un contatto con la natura.Mi trovo a mio agio nella città tra enormi autostrade edifici in rovina oscurati dall ombra di massicci edifici moderni ricoperti di vetri a specchi.Mi affascina la metropolitana,sporca,mal tenuta,piena di umanità e pervasa da una luce tenue.Mi piace il suono stridulo dei treni in arrivo e i vagoni vuoti ricoperti di graffiti.
E' questo l ambiente che mi fa sentire a casa ma sò anche che rappresenta tutto quello che stiamo facendo alla nostra terra.Porto la cresta ma anche tatuaggi con edera e teschi,vivo in provincia,immerso nella natura ma sogno la metropoli.

Cosa ne pensate?

Secondo il mio parere avere due parti del proprio carattere una diversa dall'altra è una cosa naturale, tutti abbiamo due facce diverse tendenzialmente una reale e l'altra da porre in evidenza. In ogni persona esiste una dualità che sia più o meno evidenziata, questo non toglie che esista.
Basti pensare a come ci si comporta con le persone che amiamo e con quelle con cui non andiamo daccordo; li trattiamo in modo diverso, e così accade anche con quello che ci circonda, dal paesaggio, all'ambiente circostante, al lato degradante di una metropolitana fetida e rumorosa, al silenzio di un luogo di montagna isolato o in un posto di mare desertico.
Tutto questo fà parte di ogni persona, forma il carattere e forma il proprio modo di essere nei confronti di se stessi per prima cosa e poi nei confronti degli altri.
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30 Dec 2009, 16:37
Messaggio: #17
RE: La città e la giungla..
L' uomo si adatta all' ambiente plasmandolo perchè non sopravvive senza l' artificio, ma anche altre specie animali
modificano l' ambiente per riuscire a viverci (come i nidi per gli uccelli)
L' essere umano è soggetto alla Natura ma non è impotente; si sta considerando diverso da essa, quando invece nè fa parte.
In questo caso si può imparare dai popoli primitivi senza venir meno alla nostra cultura tecnologica.
Grazie alle tecnologie ecocompatibili possiamo favorire sia la nostra cultura sia la voglia di mantenere vivibile
l' ambiente.
Sarà dura far affermare questo nuovo modello di sviluppo, è difficile convivere ancora con quello vecchio,
ma ne varrà la pena.
Però siamo ancora in un sistema economico che danneggia l' ambiente e quindi la collettività, perchè pretende
di continuare a crescere senza tener conto del suo reale impatto sul suolo e sulla psiche collettiva.
Com' è possibile che un sistema pretenda una crescita infinita su un pianeta dalle risorse finite?

per il cambiamento la penso come Rat_Requiem

L' esistenza di convinzioni contrastanti nella nostra mente è strana ma normale; solo che in certi momenti
la nostra emotività ne fa emergere una rispetto alle altre, e quando ce ne rendiamo conto ne siamo sorpresi.
Il fatto è che ci concepiamo come superfici coerenti quando invece siamo prismi.
Ma fatti tutti della stessa pasta.
E' per questo che in me convivono pulsioni diverse.
E' bello viver il presente perchè è l' espressione della nostra vitalità, ma sento anche un spinta verso l' immaginazione
del mio futuro.
Non vivo di solo presente perchè alla fine non mi rimarrebbe niente in tasca, tanto è difficile
da definire e trattenere.
Ho esigenze diverse per un equilibrio in continua definizione, sfuggente come il presente:
Voglio sentire la natura, cioè la vita che scorre perchè ne faccio parte
Voglio la città perchè è il dinamismo piegato alla volontà di decidere come dirigere la mia esistenza

Le congetture hanno sia valore soggettivo che oggettivo, dipende....Comunque il dubbio copre una minima parte delle
nostre conclusioni
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01 Jan 2010, 12:38
Messaggio: #18
RE: La città e la giungla..
(01 Aug 2007 16:09)Netrunner Ha scritto:  se fosse per me: nelle città dovrebbero esserci spazi verdi immensi, palazzi ricoperti da piante, grattacieli scalabili come fossero una jungla, o meglio ancora città viventi costituite di materia organica semovente. Camminavo per i fatti miei una notte a new york e mi son sentito pulsare di energia vitale, la stessa sensazione la provai una volta che scalavo sul monte Civetta. la prima volta fui pervaso probabilmente dall'energia di una città che non dorme mai, la seconda dall'energia di una natura che non muore mai.
La notte in una città movimentata è come una droga, col dilatarsi delle pupille, sento dilatare il mio animo, ma questo succede anche quando il mio sguardo si posa su enormi distese di natura incontaminata (guardare e aspirare a pieni polmoni dal gran canyon me lo faceva quasi drizzare (il capello?) Wink ). Quindi aldilà dell'ot, e dei neuroni bruciati, ti ho a modo mio dato una contorta opinione.

mi sento in linea con il pensiero di Netrunner!
ho provato io stesso le stesse sensazioni (vabbè, non sono mai stato a NY e non ho mai scalato Confused però insomma, vivo praticamente in montagna, e la giro parecchio, ma contemporaneamente ho girato/vissuto varie città: più "opposto" di così Tongue)..

a mio modo di vedere, la vera evoluzione tecnologica DEVE essere ecocompatibile..



certo, il cyberpunk come lo conosciamo è desolazione, sporco, decadenza..
ma il cyberpunk letterario NON è la realtà..

io ho sempre visto il cyberpunk dal lato della lotta (grazie anche ai sistemi informatici; che, nella realtà che viviamo, possono essere anche "solo" una rete di organizzazione tra "ribelli" eh!) degli emarginati contro il sistema imperante e opprimente, più che la "solita" visione romantica (stile romanticismo '800esco inteso come sublime, l'uomo piccolo di fronte alla vastità, al forte sentimento, ecc; anche se in questo caso bisognarebbe dire cyber-romantica Big Grin) dei paesaggi decadenti ecc..
anzi, secondo me quei paesaggi sono proprio una cosa da evitare il più possibile nella realtà!

come si può sperare di vivere bene in ambienti simili?
NON si può vivere bene!
e se, ipoteticamente, noi vivessimo bene, ci sarebbero cmq altri emarginati al posto nostro, e diventeremmo noi stessi il sistema!



partendo da questa visione (mia personale, lo sottolineo), penso che il cyberpunk (ma sarebbe meglio dire: UNA possibile versione del cyberpunk) sia OGGI: i sistemi informatici li abbiamo, il sistema imperante c'è, gli "emarginati" che possono lottare ci sono........
c'è proprio bisogno della decadenza totale?
c'è proprio bisogno del "vero" cyberpunk dei romanzi/film?
non viviamo già male adesso (intendo a livello di genere umano)..

quel cyberpunk è realmente vivibile?
e se anche fosse vivibile, sarebbe un "bene" per l'umanità?
la mia risposta è NO!
quel cyberpunk NON è reale, anzi spero che non lo diventi mai, perchè la situazione sarebbe probabilmente irreversibile..

penso che bisognerebbe smettere di "aspettare" il cyberpunk e cominciare a vivere QUESTO cyberpunk..
quello è un cyberpunk letterario, questa è vita reale..
e non possiamo "bruciarla" aspettando qualcosa che probabilmente non esisterà mai (o cmq fra molti anni), e/o sarebbe cmq uno scenario spiacevole (probabilmente totalmente insanabile)..

la nostra lotta di cyberpunkers deve essere qui e ora, per migliorare la nostra situazione e porre le basi per lo sviluppo di una società migliore, perfettamente compatibile col mondo che ci circonda e di conseguenza con la Natura!


la vera evoluzione, l'abilità dell'uomo, deve riuscire ad unire questi due elementi apparentemente opposti: tecnologia e Natura..


quoto un altro post che mi è piaciuto molto:
(30 Dec 2009 16:37)Cyberfist Ha scritto:  L' uomo si adatta all' ambiente plasmandolo perchè non sopravvive senza l' artificio, ma anche altre specie animali modificano l' ambiente per riuscire a viverci (come i nidi per gli uccelli)
L' essere umano è soggetto alla Natura ma non è impotente; si sta considerando diverso da essa, quando invece nè fa parte.
In questo caso si può imparare dai popoli primitivi senza venir meno alla nostra cultura tecnologica.
Grazie alle tecnologie ecocompatibili possiamo favorire sia la nostra cultura sia la voglia di mantenere vivibile l'ambiente.
Sarà dura far affermare questo nuovo modello di sviluppo, è difficile convivere ancora con quello vecchio, ma ne varrà la pena.

[Immagine: einstrzendeneubautentraic9.png]
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