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UBIK
23 Feb 2007, 11:34
Messaggio: #1
UBIK
A proposito di Ubik… non del nostro utente Big Grin , parlo del libro. A prescindere dal fatto che ne riconosco l’innegabile valore, ma voi alla fine cosa avete capito?
Io per il 1/3 del libro avevo capito che dopo l’attentato a Luna, Glen Runciter fosse morto e Joe Chip vivo. Poi scopro che Joe è morto o quasi morto e Glen vivo. E all’ultima pagina invece le cose si ribaltano ancora. :shock:
Allora se entrambi sono morti la domanda che mi pongo è: Chi sta sognando chi? O chi è veramente in semi vita? Ma c’è qualcuno vivo? Qual è la realtà vera? Ammesso che c’è ne sia una nel racconto? Oppure Non è che magari alla fine non siamo realmente nel 1992 e siamo invece ne 1934 e tutto è un sogno di Joe? Possibile che il tutto sia il risultato di un sorta di cambiamenti continui dall’attentato a luna in poi…spiego meglio cioè: una sorta di possibilità di futuro modificato dal fatto che ci sia nel gruppo un inerziale chiave che ha il potere di tornare indietro nel tempo?
Insomma se continuo posso elencare altre possibilità di interpretazione dato che il finale si presta proprio a questo.
Voi che ne pensate come avete interpretto il tutto?
Ho la sensazione che PKD forse volesse creare questo effetto di stordimento nel lettore, un finale aperto che complica le cose anziché risolverle. Semplicemente grande!
Wink

-Mi son chiesto: Cosa avrebbe fatto Dio al posto mio? Allora l’ho fatto! Doh!– Homer J.Simpson, The Simpson by Matt Groening
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23 Feb 2007, 11:44
Messaggio: #2
Re: UBIK
frank Ha scritto:Ho la sensazione che PKD forse volesse creare questo effetto di stordimento nel lettore, un finale aperto che complica le cose anziché risolverle. Semplicemente grande!
Wink

Appunto... Un libro che solleva mille domande e non dà risposte. La letteratura migliore (anche la fantascienza migliore... Gibson docet) è fatta così... Wink

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02 Mar 2007, 23:54
Messaggio: #3
 
8)

Sono giorni che gravito attorno a questo Topic senza trovare l'ispirazione per metterci parola.

Questo libro per me ha un aura mistica incredibile che mi pervade da anche prima che lo leggessi la prima volta... non saprei usare parole adatte.

Concordo assolutamente con voi sul fatto che Dick volesse confondere volutamente il lettore. Già di per se questa è una scelta di classe, ma il come questa volontà venga palesata lo è ancora di più.. che stile..

Ci sarebbero tantissimi punti su cui soffermarsi a riflettere, però il fatto stesso che in conclusione è il dubbio che deve regnare, rende ogni elucubrazione un pò vana.

Quello che maggiormente mi diede da pensare, oltre ovviamente il finale aperto, fu una riflessione:
Se l'esperienza psichica comunitaria e comunicante tra più persone propria della semivita è possibile solo in fase di collegamento e vicinanza all'interno del Moratorium, per quale meccanica i "morti" su Luna hanno iniziato ad interagire tra loro immediatamente dopo l'esplosione?
Nel senso, ad esplosione avvenuta, loro dovevano essere tutti morti, e Runciter l'unico vivo e capace di trasportarli in un Moratorium, dove solo una volta giunti teoricamente avrebbero potuto iniziare l'esperienza della semivita tutti insieme, elaborando quindi le basi su cui poi si ricama tutta la vicenda.
E' come se nel vuoto atemporale che Dick descrive subito dopo la deflagrazione si svolgano delle meccaniche chiave, cose più inquietanti delle rivelazioni più dirette del libro.
In quelle poche righe di descrizione del Nulla, Runciter vivo (forse) porta gli altri al Moratorium ( come? la nave non aveva così tanti moduli di conservazione) e li fa ibernare vicini per far si che siano collegati, ma solo da questo momento loro possono dar vita a ciò che è la ripresa del racconto subito dopo l'esplosione, ovvero loro vivi e Runciter morto.
Secondo me quel momento di vuoto ha una densità concettuale enorme, è descritta in poche righe ma dentro vi succede di tutto!
Spero di essermi spiegato bene..

E poi, perchè Runciter che è in realtà vivo (forse) viene rappresentato come morto da coloro che sono in semivita?
Dal momento che vengono collegati al Moratorium le coscienze di tutti si riconnettono nell'istante subito dopo l'esplosione e si accorgono che solo Runciter è morto.
Perchè loro in semivita se lo figurano tale? Dick vuole dire qualcosa raffigurando un vivo, agli occhi della semivita, come un morto?

Comunque queste sono inezie... io sono del parere che il concetto di UBIK sia il cardine dell'opera...
chi è vivo, chi è morto, chi sogna cosa, qual'è la vera realtà, secondo me sono solo sfaccettature, livelli labirintici di confusione opera di un'entità superiore, onniscente, onnipresente e onnipotente, che tiene in mano l'Esistenza.

E questo è scritto magistralmente nel passo:

«Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno»

Ubik è un concetto, evanescente, infinito, opprimente, e le vicende del libro sono scorci casuali della multiversalità del suo operato caotico.

^^

Si, lo so, è un vaneggio personale di un fan, non sono un critico letterario, ma mi piace più pensarla così, in maniera molto libera e mistica, piuttosto che in modo terribilmente legato al contesto storico socio/politico in cui l'autore ha scritto...
cioè, chiaro che non si può prescindere da esso, ma ridurre tutto a dei semplici rapporti contestuali di causa effetto è un interpretazione secondo me terribilmente squallida, e fin troppo in voga nelle "autorevoli" recensioni e nelle stradannate prefazioni/introduzioni/note etc.. etc..

"...I Lost my breath in a deep blue pain... I Lost my brain in a dead lights train..."

http://www.sardinews.it/Giramondo.html
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05 Mar 2007, 10:19
Messaggio: #4
 
Alla NextCon 2007, ho fatto incetta di NEXT (cioè ho comprato tutti i numeri dal 1° al 6°, con l'eccezione del numero zero, oramai introvabile...chissà se riuscirò mai a leggerlo Smile ), e mi sono subito fiondato nella lettura del numero 04, Radio Libera Albermuth dedicato a Philip Dick. Leggendo lo splendido editoriale, la vita di Dick nelle prime pagine e gli accenni a Ubik, non posso non riflettere su come un capolavoro del genere sia stato scritto da un autore così prolifico, capace di sfornare numerosi romanzi e decine di racconti in un anno! (specie il 1964, anno topico per Dick). Quindi essendo Dick così rapido nella scrittura portava a pochi rimaneggiamenti dell'opera; azzardo: leggere un'opera di Dick è come entrare direttamente nel suo pensiero, senza troppi filtri. E' possibile quindi che in UBIK, si siano commistionate idee, pensieri e riflessioni momentanee, portando ad uno zibaldone totalmente non lineare e chiaro e anche, e spesso si nota, non così tanto logico. Quindi per capire totalmente Philip, forse, bisogna essere lui Tongue

Dai permettemelo Wink

[Immagine: userbar06.jpg]
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06 Mar 2007, 10:31
Messaggio: #5
 
Ah, sono daccordissimo. Quello è il punto di partenza! Big Grin

I miei erano solo vaneggi! ^^

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09 Mar 2007, 00:04
Messaggio: #6
 
[quote="Hadakàar"]sfornare numerosi romanzi e decine di racconti in un anno! (specie il 1964, anno topico per Dick). Quindi essendo Dick così rapido nella scrittura portava a pochi rimaneggiamenti dell'opera;
quote]

WOW :shock:
Questa cosa no la sapevo...è stupenda!

Smentisce anche il luogo comune che le opere migliori vengano partorite da autori particolarmente stitici!!

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03 Nov 2007, 14:01
Messaggio: #7
 
Ubik Ha scritto:8)

....

Si, lo so, è un vaneggio personale di un fan, non sono un critico letterario, ma mi piace più pensarla così, in maniera molto libera e mistica, piuttosto che in modo terribilmente legato al contesto storico socio/politico in cui l'autore ha scritto...
cioè, chiaro che non si può prescindere da esso, ma ridurre tutto a dei semplici rapporti contestuali di causa effetto è un interpretazione secondo me terribilmente squallida, e fin troppo in voga nelle "autorevoli" recensioni e nelle stradannate prefazioni/introduzioni/note etc.. etc..

Hai perfettamente ragione e credo anche che lo stesso Dick avrebbe gradito questo tipo di non-interpretazione.
Ciò che Ubik mi ha trasmesso è, alla base, un profondo senso di relativismo, ma portato a tali estreme conseguenze da farti dubitare persino della tua stessa esistenza.
Nulla è scontato e stabilito, sembra voler dire Dick, e ciò non può che sfociare in sentimenti di ansia e insicurezza.

NICTO
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04 Feb 2010, 15:13
Messaggio: #8
Re: Ubik
amici ho letto ubik tutto d'un fiato, è magnifico, e comunque mi è sembrato molto cinematografico, soprattutto il finale, ma anche gli spot pubblicitari ad ogni inzio di capitolo, e infatti mi chiedo come mai non ne abbiano mai fatto un film...

la mia teoria è che tutti gli inerziali e joe chip sono morti nell'esplosione su luna, runciter in quelche modo li ha portati in salvo con l'astrovane e li ha portati al moritorum e loro hanno cominciato il viaggio insieme dall'ultimo ricordo comune prima di perdere i senso, ossia l'esplosione.
poi glen runciter cerca di mettersi in contatto con loro mentre vengono consumati da jordi fino a quando riesce a mettersi in contatto con joe che si stabilizza anche grazie all'aiuto di ella. il finale penso sia volutamente aperto e anche un po campato per aria per lasciarci tutti a bocca aperta, una specie di "what if?" per farci dubitare della realtà....considerando quanti trip si mangiava philip dick il rapporto realtà/svarione era un po il suo forte...e qui si potrebbe filosofeggiare tutta la vita sull'essenza della realtà ecc. ma andremmo ot1^^
http://en.wikipedia.org/wiki/Ubik
ah ecco con questo articolo di wikipedia mi sono risposto da solo....per quanto riguarda il film almeno....
notare che in inglese semivita è "half-life" che abbiano voluto rendere omaggio quelli del gioco?

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